Collezione Ramo
Il disegno nell’arte italiana del Novecento.

La collezione, iniziata alcuni anni fa dall’amore di Giuseppe Rabolini per il segno e per le opere su carta, ripercorre le tappe della storia dell’arte italiana a partire dal disegno, non solo inteso come mezzo preparatorio per la realizzazione di dipinti e sculture, ma, soprattutto come espressione primaria della ricerca artistica italiana.

A partire dal primo ‘900, la collezione segue le tracce su carta dei maggiori rappresentanti delle avanguardie storiche. L’intento del collezionista è di documentare con lavori su carta, non solo disegni, quindi, ma artworks on paper (acquerelli, collages, gouaches, pastelli) l’evoluzione di ogni cifra stilistica. Si vogliono mostrare non solo i capolavori da museo che rendono riconoscibile un artista, ma anche le piccole testimonianze aneddotiche, gli schizzi, gli appunti e i tentativi che hanno portato alla nascita di un segno poi divenuto riconoscibile.

Lo scopo della collezione è presentare la grande importanza dell’arte italiana del secolo scorso e, nello stesso tempo, promuovere una cultura del disegno, dal valore autonomo, al pari di pittura e scultura.